Sezioni unite civili, ordinanza 21 gennaio 2019, n. 1543

Appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie riguardanti l’affidamento, da parte di una società concessionaria autostradale, delle attività commerciali e di ristoro all’interno delle aree di servizio, non trovando nella specie applicazione la disciplina dei contratti pubblici.

Corte di cassazione Sezioni unite civili

Ordinanza 21 gennaio 2019, n. 1543

Presidente: Rordorf – Relatore: Greco

FATTO E DIRITTO

La s.r.l. Punto Grill Services ha impugnato davanti al Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento, chiedendone l’annullamento, la determinazione dell’amministratore delegato della s.p.a. Autostrada del Brennero del 22 novembre 2016, n. 1108, di aggiudicazione, a favore della s.p.a. Autogrill, del contratto di gestione del “servizio di ristoro ed attività commerciali connesse” – c.d. non oil – nell’area di servizio, collocata sul tracciato autostradale, di Laimburg Ovest, in provincia di Bolzano; ed ha chiesto sia dichiarata l’inefficacia del contratto d’appalto eventualmente stipulato fra l’Autostrada del Brennero e la Autogrill.

Mentre rimanevano intimate la s.p.a. Autogrill, controinteressata, e le s.p.a. Sirio, Serenissima Ristorazione e Gustofast, si costituiva in giudizio la s.p.a. Autostrada del Brennero, che anzitutto eccepiva il difetto di giurisdizione del giudice adito, non trovando regolamentazione il procedimento selettivo esperito in atti legislativi nazionali, regionali o provinciali.

La s.r.l. Punto Grill Services ha quindi proposto regolamento ex art. 41, primo comma, c.p.c., illustrato con successiva memoria, perché sia affermata la giurisdizione amministrativa esclusiva sulla controversia, ai sensi dell’art. 133, comma 1, lett. b), c) ed e), del c.p.a., segnatamente in considerazione degli obblighi di evidenza pubblica concernenti gli affidamenti di servizi disposti dai concessionari autostradali.

Resiste con controricorso la Autostrada del Brennero, che deposita memoria.

Questa Corte ha ripetutamente affermato che “i servizi di natura commerciale svolti in area demaniale – nella specie, l’attività di ristorazione in spazi aeroportuali – che trovano origine in un rapporto derivato fra il concessionario e il terzo, cui l’amministrazione concedente sia rimasta estranea e che risultino privi di collegamento con l’atto autoritativo concessorio, che ne costituisce un mero presupposto, non soggiacciono alle regole del procedimento ad evidenza pubblica, ma si risolvono in contratti di diritto privato, devoluti alla giurisdizione ordinaria civile” (Cass., sez. un., 27 febbraio 2017, n. 4884, in motivazione; ancora con riguardo a spazi aeroportuali, Cass., sez. un., nn. 7663/2016, 8623/2015, nonché Cass., sez. un., nn. 9233/2002, 9288/2002).

Nel caso in esame, la controversia non trova fondamento nel rapporto tra la P.A. concedente ed il concessionario del pubblico servizio, ma in un rapporto fra privati fondato su specifiche e distinte pattuizioni negoziali: ed al fine di stabilire se la controversia sia o meno devoluta al giudice ordinario, è dirimente valutare se attraverso quella controversia l’autorità giurisdizionale venga chiamata a valutare l’esercizio del potere autoritativo della P.A. (Cass. n. 24875 del 2008, n. 28549 del 2008; Cass., sez. un., 20 gennaio 2017, n. 1549).

Per le società concessionarie autostradali, in particolare, ai sensi dell’art. 11, commi 5 (nel testo applicabile ratione temporis) e 5-bis, della l. 23 dicembre 1992, n. 498, la soggezione alla disciplina dei contratti pubblici è circoscritta all’affidamento di lavori, sicché per l’affidamento della gestione dei servizi resi nelle aree di servizio esse non sono tenute a seguire le procedure ad evidenza pubblica.

Mette conto in proposito rilevare come nelle conclusioni del Procuratore generale si faccia riferimento ad altra formulazione, di segno diverso, del detto comma 5 dell’art. 11 della l. n. 498 del 1992, medio tempore abrogato, e quindi sostituito con la disposizione cui si è fatto cenno supra.

In conclusione, la giurisdizione spetta al giudice ordinario, al quale le parti vanno rimesse anche per le spese del presente giudizio.

P.Q.M.

La Corte, a sezioni unite, dichiara la giurisdizione del giudice ordinario al quale rimette le parti anche per le spese del presente giudizio.

Cassazione civile, sez. lavoro, sentenza 15/01/2019 n° 834

Il principio di solidarietà tra committente, appaltatore e subappaltatore sancito dal D.Lgs n. 276 del 2003, art. 29, comma 2, che garantisce il lavoratore circa il pagamento dei trattamenti retributivi dovuti in relazioni all’appalto cui ha personalmente dedicato le proprie energie lavorative, esonera il lavoratore dall’onere di provare l’entità dei debiti gravanti su ciascuna delle società appaltatrici convenute in giudizio.”.

Consiglio di Stato, Sez. V, 12/12/2018 n. 7026

E’ valida la notifica a mezzo Pec effettuata all’Amministrazione all’indirizzo tratto dall’elenco Indice PA. Quest’ultimo é un pubblico elenco in via generale e, come tale, utilizzabile per le notificazioni alle P.A., soprattutto se  l’amministrazione pubblica destinataria della notificazione telematica è rimasta inadempiente all’obbligo di comunicare altro e diverso indirizzo PEC da inserire nell’elenco pubblico tenuto dal Ministero della Giustizia. Il D.L. n. 185 del 2008 prevedeva che le P.A., qualora non avessero provveduto ai sensi dell’art. 47 del CAD, avrebbero dovuto istituire una casella PEC, o analogo indirizzo di PEC, dandone comunicazione al CNIPA, che avrebbe provvuto alla pubblicazione di tali caselle in un elenco consultabile per via telematica (art. 16, comma 8).  La legge n. 228 del 2012 ha incluso tale indice tra i pubblici elenchi, come tale utilizzabile per tutte le notifiche, e l’art. 6-ter d.lgs. 26 agosto 2016, n. 179, lo ha inserito nel Codice dell’amministrazione digitale e ridenominato come Indice dei domicili digitali delle P.A. e dei gestori di pubblici servizi, ex d.lgs. 13 dicembre 2017, n. 217, affidandone la realizzazione e gestione all’AGID, e definendolo pubblico elenco di fiducia, da utilizzare per le comunicazioni e per lo scambio e l’invio di documenti a tutti gli effetti di legge (art. 9, comma 1). Inoltre risulta confluito al suo interno l’elenco di cui all’art. 16, comma 12, D.L. n. 179-2012, in apposita sezione espressamente definita come pubblico elenco, ai fini delle notificazioni.

sentenza n. 7026_18 del Consiglio di Stato

 

Consiglio di Stato, Sez. V, 14/1/2019 n. 348

Affinché possa utilmente essere invocato in sede processuale la sanabilità a mezzo del soccorso istruttorio ex art. 83 del D.lgs 50/16 della carenza dei requisiti di partecipazione sanzionata con l’esclusione l’interessato in ossequio ai principi generali in materia di riparto dell’onere probatorio ai sensi dell’art. 2697 c.c. e, in particolare, al principio di prossimità o vicinanza della prova, deve dimostrare la natura meramente formale del vizio derivante dall’omessa od incompleta dichiarazione, provando in giudizio di disporre nella sostanza del requisito sin dal momento in cui avrebbe dovuto rendere la dichiarazione mancante, non potendo invece pretendere di addurre soltanto in via ipotetica la violazione del principio del soccorso istruttorio

sentenza n. 348_19 del Consiglio di Stato