Cassazione civile, sez. lavoro, sentenza 15/01/2019 n° 834

Il principio di solidarietà tra committente, appaltatore e subappaltatore sancito dal D.Lgs n. 276 del 2003, art. 29, comma 2, che garantisce il lavoratore circa il pagamento dei trattamenti retributivi dovuti in relazioni all’appalto cui ha personalmente dedicato le proprie energie lavorative, esonera il lavoratore dall’onere di provare l’entità dei debiti gravanti su ciascuna delle società appaltatrici convenute in giudizio.”.

Consiglio di Stato, Sez. V, 12/12/2018 n. 7026

E’ valida la notifica a mezzo Pec effettuata all’Amministrazione all’indirizzo tratto dall’elenco Indice PA. Quest’ultimo é un pubblico elenco in via generale e, come tale, utilizzabile per le notificazioni alle P.A., soprattutto se  l’amministrazione pubblica destinataria della notificazione telematica è rimasta inadempiente all’obbligo di comunicare altro e diverso indirizzo PEC da inserire nell’elenco pubblico tenuto dal Ministero della Giustizia. Il D.L. n. 185 del 2008 prevedeva che le P.A., qualora non avessero provveduto ai sensi dell’art. 47 del CAD, avrebbero dovuto istituire una casella PEC, o analogo indirizzo di PEC, dandone comunicazione al CNIPA, che avrebbe provvuto alla pubblicazione di tali caselle in un elenco consultabile per via telematica (art. 16, comma 8).  La legge n. 228 del 2012 ha incluso tale indice tra i pubblici elenchi, come tale utilizzabile per tutte le notifiche, e l’art. 6-ter d.lgs. 26 agosto 2016, n. 179, lo ha inserito nel Codice dell’amministrazione digitale e ridenominato come Indice dei domicili digitali delle P.A. e dei gestori di pubblici servizi, ex d.lgs. 13 dicembre 2017, n. 217, affidandone la realizzazione e gestione all’AGID, e definendolo pubblico elenco di fiducia, da utilizzare per le comunicazioni e per lo scambio e l’invio di documenti a tutti gli effetti di legge (art. 9, comma 1). Inoltre risulta confluito al suo interno l’elenco di cui all’art. 16, comma 12, D.L. n. 179-2012, in apposita sezione espressamente definita come pubblico elenco, ai fini delle notificazioni.

sentenza n. 7026_18 del Consiglio di Stato

 

Consiglio di Stato, Sez. V, 14/1/2019 n. 348

Affinché possa utilmente essere invocato in sede processuale la sanabilità a mezzo del soccorso istruttorio ex art. 83 del D.lgs 50/16 della carenza dei requisiti di partecipazione sanzionata con l’esclusione l’interessato in ossequio ai principi generali in materia di riparto dell’onere probatorio ai sensi dell’art. 2697 c.c. e, in particolare, al principio di prossimità o vicinanza della prova, deve dimostrare la natura meramente formale del vizio derivante dall’omessa od incompleta dichiarazione, provando in giudizio di disporre nella sostanza del requisito sin dal momento in cui avrebbe dovuto rendere la dichiarazione mancante, non potendo invece pretendere di addurre soltanto in via ipotetica la violazione del principio del soccorso istruttorio

sentenza n. 348_19 del Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, Sez. III, 9/7/2018 n. 4162

Lo Studio Reggio d’Aci vince in Consiglio di Stato. Il Supremo Consesso amministrativo conferma la sentenza di primo grado e ribadisce che, in caso di gara da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, va escluso il concorrente che ha presentato un progetto tecnico non conforme ai requisiti minimi della fornitura richiesta, non essendo possibile consentire una rettifica postuma di un elemento tecnico essenziale dell’offerta, pena la violazione del principio di par condicio.

testo integrale provvedimento

Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria 5 settembre 2018, n. 14

L’Adunanza Plenaria torna a interpretare l’art.105 del codice del processo amministrativo sulle ipotesi di rinvio al giudice di primo grado:  la violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, anche se riferita alla totale mancanza di pronuncia da parte del giudice di primo grado su una delle domande del ricorrente, non costituisce un’ipotesi di annullamento con rinvio; pertanto, in applicazione del principio dell’effetto sostitutivo dell’appello, anche in questo caso, ravvisato l’errore del primo giudice, la causa deve essere decisa nel merito dal giudice di secondo grado.

testo provvedimento integrale

Consiglio di Stato, Sez. V, 10/4/2018 n. 2168

Ai sensi dell’art. 104, comma 1, Cod. proc. amm. non è possibile introdurre per la prima volta nel giudizio di secondo grado censure, in fatto o in diritto, ulteriori o diverse rispetto a quelle contenuti negli atti ritualmente notificati in primo grado (cfr., tra le altre, Cons. Stato, V, 16 gennaio 2017, n. 94). ll generale onere di specificità della domanda di parte si traduce, in un giudizio impugnatorio quale è il giudizio amministrativo di legittimità, nell’onere di specificità, in primo grado, dei motivi di impugnazione del provvedimento amministrativo e comporta, quale conseguenza logico-giuridica, il divieto dei nova in appello, da riferirsi sia agli atti impugnati che alle doglianze proposte

In presenza di vizi accertati dell’atto presupposto deve distinguersi tra invalidità a effetto caducante e invalidità a effetto viziante. Nel primo caso l’annullamento dell’atto presupposto si estende automaticamente all’atto consequenziale, anche quando questo non sia stato impugnato, mentre nel secondo caso l’atto conseguenziale è affetto solo da illegittimità derivata, e pertanto resta efficace ove non impugnato nel termine di rito.

testo provvedimento integrale

Sezioni Unite n.10261 del 27.4.2018

Secondo il diritto dell’UE e le norme, anche tecniche, di diritto interno, le firme digitali di tipo CAdES e di tipo PAdES, sono entrambe ammesse ed equivalenti, sia pure con le differenti estensioni <*.p7m> e <*.pdf>, e devono, quindi, essere riconosciute valide ed efficaci, anche nel processo civile di cassazione, senza eccezione alcuna.